Colonnine di ricarica e auto elettriche: un futuro strettamente connesso


Un numero sempre maggiore di case automobilistiche sta investendo nella tecnologia elettrica, sia in seguito ai numerosi strascichi lasciati dalla vicenda del diesel, sia (si spera) per una necessaria presa di coscienza che i sempre più frequenti allarmi e blocchi causati dalle elevate concentrazioni di smog rappresentino ormai un’emergenza non più differibile.

L’obiettivo più ottimistico sarebbe quello di arrivare, un giorno, a sostituire la propulsione tradizionale con quella di tipo elettrico. Qualcosa sembra muoversi, vista la sempre maggiore presenza di auto elettriche e ibride sulle strade e l’aumento del numero delle colonnine di ricarica.

⚡ Il successo dell’auto elettrica è in ogni caso inevitabilmente collegato alla diffusione capillare delle stazioni di ricarica, senza le quali questa tecnologia pulita non potrà raggiungere un grado di sviluppo tale da apportare i benefici che tutti ci auguriamo.

Come funziona un’auto elettrica

Il motore elettrico, ideato e poi perfezionato a partire dal 1800, utilizza l’energia elettrica accumulata dalla batteria convertendola in energia meccanica. Questa energia viene trasferita al motore grazie all’inverter, un dispositivo in grado di trasformare la corrente continua dell’accumulatore in corrente alternata.

➡️ L’auto elettrica è ancora in una fase iniziale, ma molti concordano che potrebbe diffondersi più rapidamente di quanto ci aspettiamo.

➡️ Secondo i dati di Unrae (Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri) relativi al 2018, stiamo assistendo a un forte calo delle alimentazioni a diesel e Gpl, mentre crescono quelle a benzina, a metano e le ibride. Ma il dato più interessante è l’aumento di quasi il 300% delle auto elettriche che, sempre secondo Unrae, potrebbe portare gli stessi veicoli elettrici e ibridi a raggiungere nel 2030 una quota complessiva di circa il 50% delle vendite.

Questi risultati saranno possibili solo con importanti investimenti di innovazione e modernizzazione delle infrastrutture, oltre che con il perfezionamento della tecnologia elettrica e delle batterie (per la maggior parte al litio), che attualmente rappresentano il vero ostacolo da superare, soprattutto per quanto riguarda autonomia, velocità di ricarica e decadimento.

Ricaricare un’auto elettrica

I costruttori di auto elettriche stanno perfezionando sempre di più le batterie per assicurare una maggiore autonomia e una ricarica sempre più veloce.

➡️ Per quanto riguarda i modelli equipaggiati con batterie al litio, è possibile percorrere mediamente dai 200 ai 400 km senza ricaricare, in relazione anche allo stile di guida del conducente.

Una delle vetture che ad esempio è in grado di garantire un ottimo rapporto tra autonomia e costo di ricarica è la Tesla Model S, che può percorrere fino a 600 km con un pieno da 40 € (circa 0,067 euro per km).

➡️ Come accennato precedentemente anche il tempo di ricarica è uno dei fattori discriminanti. Secondo alcune stime per una ricarica completa sarebbero necessarie in media dalle 4 alle 8 ore, in base alla potenza in kW con cui si ricarica e alla potenza massima del caricabatteria dell’auto.

➡️ Per quanto riguarda la durata di vita, secondo gli addetti ai lavori un primo decadimento della batteria potrebbe verificarsi intorno ai 30 mila km per poi assestarsi, garantendo comunque una capacità compresa tra il 90% e il 95%, anche raggiunti e superati i 200 mila km.

Le colonnine di ricarica

Il numero di colonnine di ricarica installate sul nostro territorio è ancora abbastanza esiguo, anche se i fornitori di energia stanno perfezionando accordi e piani di intervento per arrivare a una diffusione molto più capillare in tre tipologie di aree:

🔹 punti d’interesse (centri commerciali, supermercati);

🔹 strade urbane e parcheggi pubblici;

🔹 autostrade e strade extraurbane.

➡️ La presenza di colonnine negli ambienti extra-urbani, soprattutto nelle autostrade, è in aumento. Ma allo stato attuale in Italia sono in numero ancora insufficiente. Secondo il Corriere della Sera, nel nostro Paese se ne trova una ogni 14.388 abitanti, in Germania una ogni 3.620 e in Norvegia una ogni 671.

Una delle differenze più importanti riguarda la tariffa a cui viene venduta l’energia elettrica durante la ricarica:

🔹 in base all’energia prelevata (€/kWh);

🔹 in base al tempo di sosta (€/minuto).

⚡ Esistono comunque sistemi, come Smart Parking Systems, in grado di integrare la gestione e la tariffazione della sosta con le colonnine di ricarica, attraverso speciali software gestionali progettati per consentire a gestori e amministratori il controllo in tempo reale relativamente all’utilizzo dello stallo o dell’area adibita alla carica ed eventualmente intervenire in caso di violazioni.

Progetti per il futuro

L’alimentazione elettrica per le auto è una realtà che sta prendendo sempre più piede e che nel corso dei prossimi anni beneficerà di nuovi e continui miglioramenti, che la renderanno sempre più efficiente e affidabile.

⚡ Il progetto “FastCharge” ad esempio, finanziato dal Governo tedesco in collaborazione con Bmw e Porsche (affiancate da aziende specializzate del settore) ha permesso la realizzazione in Baviera di una stazione di ricarica sperimentale, una colonnina di ricarica ultraveloce da 450 kW, vale a dire fino a nove volte più veloce di quelle già installate in Europa (che garantiscono tra i 50 e i 150 kW).

Il sistema si adatta alla massima capacità di ricarica di ogni vettura ed è stato in grado di portare l’autonomia di due modelli di Bmw e Porsche da 0 a 100 km in circa 3 minuti.

⚡ Un’altra soluzione è quella della ricarica wireless, vale a dire sfruttando la tecnologia induttiva, anche se è ancora poco diffusa a causa della sua scarsa efficienza determinata dalla poca potenza e rapidità.

⚡ “Charge While Driving” è invece un sistema ideato e presentato dal Politecnico di Torino che prevede l’installazione di piastre induttive nella pavimentazione stradale, nelle zone a elevato scorrimento e che permetterebbe la ricarica della propria auto elettrica durante la marcia, azzerando i tempi di attesa. Ovviamente il progetto richiede una serie di importanti investimenti strutturali.

⚡ Infine la start-up bolognese Bettery, con il progetto Nessox (New Semi-Solid flow lithium Oxygen Battery), sta studiando un fluido caricato di elettricità da immettere nell’auto, attraverso una semplice pompa di carburante. Il liquido, una volta “scarico” può essere riutilizzato per una nuova ricarica.

Fonti: Automobile.it | EconomyUp | MeteoWeb | Fleet magazine

Smart Parking Systems®

Una soluzione per rendere remunerativa ed efficiente la gestione del parcheggio su strada nelle città.

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