Pagamento della sosta con la targa: la “zona grigia” sulla privacy

L’utilizzo della targa per il pagamento del parcheggio pone un serie di interrogativi che fanno rientrare questa tipologia di transazione in una sorta di “zona grigia”, legata soprattutto alle modalità di gestione e al trattamento dei dati personali da parte di chi ha in carico le attività di controllo e catalogazione.

Targa & privacy

Partiamo da questo presupposto, abbastanza ovvio: la targa serve per consentire il rapido riconoscimento di un’auto, in modo da risalire al proprietario e alle vicende che interessano il mezzo stesso.

Si tratta quindi di dati fondamentali per tutti gli enti incaricati o per i privati che devono recuperare informazioni essenziali relative a un veicolo da controllare o eventualmente acquistare.

➡️ Attraverso il Pubblico Registro Automobilistico (PRA) si può verificare se è presente un fermo amministrativo che impedisce la circolazione, ma anche un sequestro, una confisca o un pignoramento da parte di creditori, ecc.

➡️ Ciascun cittadino può sempre sapere a chi appartiene un’auto conoscendone solo il numero di targa. In caso contrario non sarebbe possibile rintracciare gli estremi dell’assicurazione del responsabile di un incidente stradale che sia scappato senza fornire i propri dati.

La “zona grigia”

Quando però si rende necessario inserire dati relativi alla posizione della sosta allora lo scenario si fa più complesso.

Non si tratta più di informazioni fondamentali relative al veicolo, ma si entra piuttosto in un livello più personale.

➡️ I dati sulla sosta, se associati a un numero di targa, potrebbero indicare le abitudini del proprietario del veicolo:

⭕️ dove generalmente parcheggia;

⭕️ dove ha sostato negli ultimi mesi;

⭕️ per quanto tempo si è fermato in determinate aree di sosta.

Si tratta di dati che non tutti vogliono condividere. Soprattutto perché non è chiaro dove queste informazioni vengano memorizzate e chi abbia accesso al database in cui vengono registrate.

“Sportello dei Diritti”

Qualche anno fa, nel 2014, a Lecce è stato introdotto per la prima volta un sistema per aumentare la precisione degli accertamenti, verificando la combinazione tra l’effettivo utilizzo dello spazio e il veicolo che ha pagato la sosta attraverso la digitazione del numero di targa.

➡️ A seguito dell’entrata in vigore della procedura amministrativa lo “Sportello dei Diritti“, al tempo presieduto da Giovanni D’Agata, ha chiesto il parere di un legale che, come spiegano i siti “L’Altra Pagina” e “L’Eco di Bergamo“, ha ritenuto che “raccogliere le targhe dei cittadini per consentire il pagamento della sosta violerebbe il principio di necessità, proporzionalità, pertinenza e non eccedenza nel trattamento dei dati”.

➡️ In merito al problema è intervenuto anche lo stesso Giovanni D’Agata in una nota stampa, spiegando come “al di là degli aspetti pratici che riguardano le ovvie difficoltà per gli automobilisti e le perdite di tempo necessarie alla digitazione del numero di targa del veicolo, specie per gli anziani e per chi non è proprietario del mezzo, è necessario un chiarimento immediato per far conoscere alla collettività se tutti i requisiti richiesti dal Codice della Privacy sono rispettati dal nuovo sistema adottato”.

In questo caso si è dovuto dimostrare che i dati registrati non andassero a ledere il diritto di privacy dei cittadini e successivamente si è deciso di mantenere questo sistema di rilevazione.

✔️ Rimane in ogni caso la “zona grigia” che difficilmente potrà essere superata mantenendo in vigore questo obsoleto sistema di controllo.

Il futuro

Anche noi di Intercomp con Smart Parking Systems, al momento di scegliere il tipo di tecnologia da sviluppare, avevamo di fronte diverse scelte:

⭕️ da una parte potevamo limitarci a un approccio “tampone”, per risolvere con tecnologie già esistenti i problemi attuali, con il rischio di non essere preparati a creare una nuova soluzione al sorgere di nuove esigenze;

⭕️ dall’altra invece si poteva pensare al problema della sosta con un approccio completamente nuovo. Questo implicava la creazione di una soluzione altamente innovativa che includesse tecnologie nuove, non ancora presenti sul mercato, ma che permettessero di dare risposte nuove a nuove esigenze.

Abbiamo deciso di dare priorità alla funzionalità degli strumenti e all’etica del loro utilizzo. È giusto avere dati precisi, ma devono essere anonimi e devono essere utili anche al cittadino.

Inserire un input di targa non fornisce nessun valore aggiunto, se non la certezza del controllo.

✔️ I dati che noi offriamo attraverso l’impiego della nostra tecnologia di Smart Parking Systems sono informazioni fondamentali, utili per attuare piani di sosta e di mobilità a favore dei cittadini e delle casse delle Amministrazioni.

✔️ Il valore che abbiamo scelto di coltivare consente la creazione di un benessere collettivo. Le città sono cambiate, la gestione dei dati è un valore fondamentale per le nuove società e per interpretare le nuove esigenze.

Essere innovativi significa tuffarsi nel futuro con una grande visione, abbandonando gli approcci che servono solo a tamponare parzialmente e temporaneamente i problemi.

Smart Parking Systems

Una soluzione per rendere remunerativa ed efficiente la gestione del parcheggio su strada nelle città.

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